Egli camminava per le strade come un estraneo, come un eremita venuto dal suo muto deserto nella città rumorosa, assordante. Tutto gli pareva nuovo e strano. Qui tutto andava più in fretta; il suo polso batteva pieno e rapido, il suo intelletto, oppresso dalla solitudine, sollecitato e innalzato soltanto da un'attività tesa ed esaltata, ora lavorava velocemente, tranquillamente e con audacia. Inoltre provava quasi inconsciamente il desiderio di entrare in qualche maniera anche lui a far parte di quella vita a lui estranea, che fino ad allora aveva conosciuta, o, per dir meglio, aveva soltanto presentita con l'infallibile istinto dell'artista. Inavvertitamente il suo cuore prese a battere d'una nostalgia d'amore e di solidarietà.
