Dopo due anni, senza rendersene conto, si era completamente inselvatichito; per il momento non gli veniva neppure in mente che esistesse un'altra vita - rumorosa, chiassosa, eternamente agitata, eternamente in trasformazione, eternamente invitante e sempre, prima o poi, inevitabile. Egli, è vero, non poteva fare a meno di sentirne parlare, ma non la conosceva, né la cercava mai. Fin dall'infanzia aveva vissuto in maniera singolare; ora questa sua singolarità aveva preso una forma indefinita. Lo divorava la passione più profonda e insaziabile, quella che assorbe l'intera vita di un uomo e che alla creature come Ordynov non consente neppure un angolo nell'alta sfera, quella dell'attività pratica, ordinaria.
