15/09/2004
STUDIO STADIO
Nel 2000 ho incontrato il calcio, quandoil mio giocatore mi ha regalato 2 palloni:
uno per allenamento e uno per le partite.
Lui mi ha insegnato a fare i palleggi
e lo slalom tra i pali dei fagioli,
a tirare sotto il 7 del tavolo,
a parare un rigore in campo regolamentare
(no non l'ho parato, è finito in rete
assieme alla mia faccia :( )
a seguire 90' minuto e Sfide,
e a seguirlo nelle sue domeniche.
E lui sabato mi ha portato allo STADIO.
A vedere la nostra Inter (mia perchè sua)
pareggiare con il ChievoVerona 2 a 2.
Diversamente da quando succede al bar,
guardi segui giudichi come vuoi.
Puoi vedere quello che in tv non inquadrano.
(Ad esempio gli omini verdi delle zolle)
Non senti la telecronaca, ma senti lo stadio.
Che esulta, che trema, che si lamenta.
Il pubblico esulta poco per un gioco normale,
che credo gli sia tutto dovuto visto
lo stipendio dei giocatori in campo
e il costo del biglietto per entrare.
Ma si lamenta troppo, e non dei giocatori,
(il che sarebbe anche giustificabile).
Tutto quel mucchio di gente la sentivo
lamentarsi per via di altri malcontenti,
non per gli insuccessi della propria squadra,
ma per quelli della propria vita.
Così il tifo si trasforma da malattia a cura.
Di cui io non sento il bisogno.
Per questo non c'era posto per me li,
e per questo non ci sarà più stadio per me.
di Ale at 20:26:00
1 Commento